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Coronavirus: ci vuole karma (e sangue freddo)

Por misteriosas razones, todo lo que sucede es para bien

A. Jodorowsky

Pensieri

Ma da dove arriva questo Coronavirus? Dai pipistrelli, dai cinesi, dai gay, dall’ira divina, dalle mutazioni genetiche, da un complotto internazionale, dalle stelle che sono uguali a quelle della peste del ‘500?

E’ ormai un mese che siamo chiusi in casa. Confinati in pochi metri quadri, privati di una libertà che non credevamo alienabile; con l’unico, eroico obbligo di non uscire.

#iorestoacasa è il mantra quotidiano, che si alterna con il meno nobile #cheduecojoni.

E così, mentre fuori splende un sole spavaldo, obbligati dalle guardie a restare al fresco, attraversiamo insieme progressivi livelli emotivi e umani.

Dapprima lo STUPORE, forse anche l’eccitazione, per una novità che per qualche giorno ci ha riportato all’infanzia, quando speravamo arrivasse la grande nevicata – o perfino il terremoto – pur di non andare a scuola. Abbiamo fatto slalom in pigiama tra caffé, tv, libri, facebook, playstation, divano.

Poi, l’energia in eccesso si è trasformata in desiderio di CONDIVISIONE, allora tutti sui balconi, siamo fratelli, siamo italiani, volare oh oh, l’Italia s’è desta.

Ma quando per l’ennesima mattina l’Italia si è destata con il record di contagiati e di morti, quella voglia di cantare ci è passata. La porta del balcone è rimasta aperta e noi ci siamo nascosti dietro la soglia, come cecchini invisibili, a dare la CACCIA AL NEMICO.

Se siamo chiusi qui è colpa dei cinesi, dei runners, della gente che porta il cane fuori 10 volte, della gente che va al supermercato senza motivo, della gente che gira senza la mascherina, è colpa della gente che se ne frega.

La GENTECHESENEFREGA è diventato così il nemico pubblico numero uno, contraltare degli infermieri e dei medici eroi che si sacrificano per noi e dai tg implorano di restare a casa.

Paladini del giusto, abbiamo chiuso i balconi e siamo scesi in campo sui social, creando addirittura gruppi anti-untore dove la GENTECHESENEFREGA può essere segnalata e ricevere i meritati mille euro di multa per aver fatto una corsa intorno al condominio.

VI STA BENE. Così imparate a farci morire.

E in questo balletto dell’attenzione coreografato dai media – siamo passati da quanto siamo in gamba NOI italiani, a quanto sono idioti GLI italiani (LORO), a quanto è bello restare a casa con i propri cari, ma a quanta nostalgia proviamo dei bei tempi in cui i nostri cari erano in giro, a quanto sono tristi e a quanto sono belle le città vuote.

Valicato il primo mese di quarantena, i tg ci stanno lentamente accompagnando nella fase 2 del COVID, quella della preoccupazione economica, che aumenterà in modo inversamente proporzionale alla crisi sanitaria. Ogni giorno un piccolo segnale ci prepara progressivamente alle nuove paure che ci aspettano: la recessione, i licenziamenti, la fame.

#restateacasa e possibilmente #abbiatepaura.

E ora chiedo scusa per il lungo prologo, ma non è di questo che volevo parlare, bensì del KARMA.

Cosa c’entra il karma con il CORONAVIRUS?

Proviamo a guardarci dall’alto. Da molto in alto.
La Terra, in tutta la sua bellezza. Un enorme distesa di verde e blu cobalto, popolata da migliaia e migliaia di specie. Colpita a sorpresa, per un brevissimo lasso di tempo, da piccoli, insaziabili, parassitari esseri che rapidamente si moltiplicano, invadono spazi sani, se ne appropriano e li devastano: i cosiddetti UMANI.
Parassiti incapaci di trovare il loro posto nell’ecosistema, unica specie con la presunzione di poter controllare, manipolare, dominare la natura intera. Unici animali in grado di distruggere foreste, inquinare mari, imprigionare, umiliare e torturare altre specie.

A volte credo che il Coronavirus sia un anticorpo che il pianeta stesso ha creato per ridimensionare gli UMANI. Per ripristinare l’EQUILIBRIO.

E’ primavera e Torino è più bella che mai vista da qui. Il cielo non sembra essere mai stato così limpido. Fuori c’è silenzio. Posso attraversare la strada davanti a casa con Oscar senza il rischio di essere travolta dalle decine di auto che sfrecciano ogni minuto, incuranti di limiti e persone. Sento gli uccelli cantare, sembrano più felici che mai. Vedo su internet immagini di delfini nei porti e cerbiatti per le strade e una parte di me sente che è GIUSTO. Che la natura si sta riprendendo i propri legittimi SPAZI, ricordandoci, questa volta con veemenza, che siamo solo OSPITI, una specie tra le tante, nonché una delle più dannose.

E’ questo che chiamo KARMA. Non una punizione, ma un naturale riequilibrio delle cose.


E nel mio piccolo mi accorgo che, più il tempo passa, più il FARE diventa rarefatto. In questo mese ho fatto torte, ho dipinto quadri e vasi, messo ordine in ogni angolo più segreto della casa, provato ricette, letto libri. Ma più passano i giorni, più il mio FARE rallenta. Mi alzo con calma. Mi gusto il caffè sul balcone. Mi siedo al sole con le persone che amo e con la sensazione che non c’è davvero NULLA che io DEBBA FARE. Perché in fondo il mondo gira lo stesso anchse non FACCIO, se non FACCIAMO nulla. E, per certi versi, gira anche meglio.

Che succederà ora? Quale sarà la FASE 2 del Coronavirus, ammesso che riusciremo a superare indenni la FASE 1?

Se continuiamo a farci riempire la testa dai dati e dalla tv, all’orizzonte c’è solo una grande nuvola nera. La nostra attenzione verrà a breve dirottata sulle colpe, l’OMS, la crisi, il MES, l’Europa, i partiti e riprenderà il noto gioco delle colpe, servito a pranzo e cena.

Ma se lasceremo la tv spenta più a lungo, se avremo il coraggio di ascoltare questo insolito e nuovo SILENZIO, forse ci renderemo conto che forse la FASE 2 del COVID-19 ha un significato più profondo.

Il gioco non può ricominciare come prima, il messaggio lo stiamo ricevendo chiaro. E non si tratta di cambiare solo il numero dei posti letto o le modalità di assistenza, quella non è che la punta dell’iceberg.

E’ il nostro modo di VIVERE che deve cambiare. La nostra PRESUNZIONE di essere la specie padrona e superiore. I nostri RITMI di vita forsennati. In due parole, la nostra vita CONTRO-NATURA.

“Approfittiamo di questo momento per capire molte cose – dicono – facciamolo ora che abbiamo TEMPO”. Sì facciamolo. Ora che una pandemia ci COSTRINGE ad avere tempo, ora che siamo stati stati buttati fuori dal vortice del FARE.

Credo davvero che se riusciremo a lasciare spento il racconto del terrore che ogni giorno fa da sfondo al nostro isolamento, riusciremo a sentire che c’è un MESSAGGIO un po’ più grande. Ed è un messaggio che non è fatto di numeri, né di paura. Ma è una voce naturale, antica, come il cinguettio di questi uccelli che sento ora dal balcone e accompagnano il ticchettio dei tasti di questo freddo pc:

E’ POTENTE LA TERRA, VIVA PER DAVVERO.