La sottintesa gratitudine delle piccole cose

Dopo aver attraversato la paura, il rischio, la possibilità vera di perdere, il panico, lo spaesamento… dentro qualcosa cambia.

Pensieri

Quando ancora increduli si ritorna a godere di un po’ di speranza, la Vita, quella che fino a poco prima si dava per scontata come un diritto acquisito, talora sopportata come un fardello, si colora di un sentimento diverso, un quotidiano GRAZIE che prima non c’era.

E ogni cosa si apprezza, nella sua nota provvisorieta’, che però ora è tangibile e reale: un pomeriggio libero, una giornata di sole, una passeggiata nel bosco, il canto degli uccelli al mattino, un gelato in centro, una chiacchierata leggera, una risata di cuore, un giro in vespa.

Nulla è dovuto, nulla è scontato. Questi mesi mi hanno portato ad essere grata ogni giorno dell’eterna bellezza delle piccole cose.

A coltivare ogni giorno l’eterna bellezza delle piccole cose.

Mamma, ma qual è il senso della vita, mi chiedevano già da piccoli. E io gli rispondevo “vivere”.

E ora a che sono passati gli anni, ci ritroviamo a fare lunghe e meravigliose discussioni sul “senso” , a cavallo tra filosofia e teologia: Schopenhauer, Kierkegaard e Platone seduti alla stazione con una bibita in mano.

È bellissimo che, seppur giovani, vogliano inoltrarsi nello studio del pensiero e nelle discussioni filosofiche ed esistenziali, ognuno giunto al suo livello di ricerca e consapevolezza.

Io, giunta ormai al 45^ giro di giostra , dopo aver vagato per anni tra filosofia, antropologia, psicologia e svariate discipline con suffisso – ia, sono arrivata ad una prima soddisfacente, interlocutoria fermata: la logica è bella; ma la fede è sublime.