la vita prima e la vita dopo

La vita prima e la vita “dopo”

Credo che la vita si possa chiaramente dividere in due fasi: la vita da figlio e la vita “dopo”, quando i genitori non ci sono più. A livello profondo, intimo, esistenziale, cambia tutto.

Pensieri

A voi, che mi accompagnate ogni giorno.

Essere figlio, per quanto possa essere a volte un ruolo che sta stretto, è come avere un grande prato in cui correre, e correre spavaldi, ogni volta più lontano, certi che qualcuno ti stia guardando, certi che qualcuno stia aspettando il tuo ritorno.

Poi un giorno, un dannato giorno, un giorno inaspettato – certo si sapeva che ci sarebbe stato, ma tra cento anni – un maledetto giorno, le tue presunte eterne radici, che avresti giurato essere immortali, si staccano. Con un rumore che ricordi bene. Senza ritorno, senza appello. E da quel momento, in quel prato ci corri senza che ci siano loro ad aspettarti. A preoccuparsi. Corri, ti volti a guardare, non ci sono più. Corri, sempre più lontano. Cerchi di non voltarti più.

L’amore dei genitori è insostituibile. E’ totale. E’ una partecipazione dell’anima. Risuona dalle viscere e va oltre tutto e tutti. E un’intimità, un sentirsi a casa, un essere accuditi, un’appartenenza, fatta di ricordi e di voci, di risate e di urla, di pianti e di baci, di frasi, di sapori, di colori, di dettagli. Di fiducia. Di un luogo a cui tornare.

E’ la prima forma di amore che abbiamo conosciuto e che ci ha segnato, nel bene e nel male.

E’ qualcosa di insostituibile.

E, dopo, è una mancanza senza soluzione.

When the tears come streaming down your face
‘Cause you lose something you can’t replace
When you love someone but it goes to waste
What could it be worse?
Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you.

Fix You, Coldplay